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Acquisti e pagamenti

Quanto contante è possibile portare in Italia?
La normativa permette il trasporto di valuta e titoli per importi inferiori a 10.000,00 Euro. Per importi superiori va fatta una apposita dichiarazione dell' Agenzia delle Dogane.  

Fino a che cifra è possibile acquistare in contanti?

In Italia non si possono effettuare pagamenti in contanti superiori a 999,99 euro. I turisti che non hanno cittadinanza europea possono effettuare pagamenti in contanti per somme fino a 15.000 Euro. Le transazioni devo essere tracciate per mezzo dell’acquisizione della copia del passaporto.


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Quali costi e commissioni possono avere i pagamenti con bancomat e carte di credito?
Le commissioni per l'uso della carta di credito dipendono dalla società che ha emesso la carta stessa. Alcune banche, oltre ai costi fissi per i prelievi all’estero, applicano dei costi supplementari per la conversione della valuta.  

Avvertenza!
È bene verificare sempre che l'importo indicato sulla ricevuta d'acquisto sia quello corretto. Conservare le ricevute di acquisto, (anche quelle che riportano l’esito negativo della transazione) sino alla ricezione dell’estratto conto, per accertarsi dell’esattezza degli addebiti.    

Cosa fare in caso di furto o smarrimento della carta di credito o del bancomat?

Chiamare subito il numero di telefono dedicato per bloccare la carta. Denunciare, inoltre, lo smarrimento o il furto alle Autorità competenti (Polizia di Stato o Carabinieri, telefono 112).

Ho utilizzato la carta di credito per un pagamento e l’esercente mi ha fatto pagare una commissione. È corretto?
No, il Codice del Consumo prevede che non possono essere chieste spese di commissione ai consumatori che utilizzano il pagamento elettronico.

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Posso cambiare un capo di abbigliamento di cui non sono più convinto?
Il venditore non è obbligato a cambiare la merce acquistata, a meno che questa non sia fallata.  

Ho comprato un apparecchio elettronico che si è rotto. Come posso fare per avere la garanzia per il cambio o la riparazione?

Occorre rivolgersi al venditore entro due mesi dalla data di acquisto inviando una raccomandata e chiedendo la riparazione dell’oggetto acquistato.
Se si vuole cambiare l’oggetto acquistato ma il negoziante non ne ha uno uguale, il consumatore può chiedere la recessione del contratto ed avere la restituzione del denaro del prezzo pagato.  

Avvertenza!

I prezzi dei beni sono liberi, quindi i venditori possono vendere il medesimo oggetto a prezzi diversi.


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Il commerciante è SEMPRE obbligato ad emettere scontrino o ricevuta fiscale.
In caso non lo faccia, il consumatore è OBBLIGATO a richiederlo. In caso di controlli verrà applicata una multa sia all’esercente che al consumatore.



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